Da qualche settimana sono rientrato dagli Stati Uniti dove, per il terzo anno, ho passato le mie vacanze, e quest’anno era in programma di fare la California ed i Parchi. Da appassionato Tech di lungo corso, nella stesura del viaggio ho incluso di visitare alcuni luoghi iconici in zona San Jose/ San Francisco per “respirarne” l’atmosfera.
Quindi oltre alla Silicon Valley con le varie aziende disseminate in loco, la prima tappa voleva essere una visita ad un luogo di cui avevo letto negli anni, soprannominato “The Bliss” [link a Wikipedia]e così mi sono organizzato anche con…una t-shirt a tema per l’occasione😜.

Questo è il posto al nord della California dove è stata scattata, nel 1996, la storica foto delle colline verdi che venivano impostate di default come wallpaper di Windows XP ed io, all’epoca dell’uscita della piattaforma, mi occupavo di vendita computer e quelle colline le ho viste per centinaia di volte sui computer nuovi. Oltretutto il sistema XP ha rappresentato un’evoluzione importante rispetto ai sistemi 95/98, che in determinati ambiti resiste anche alla data odierna, dopo 25 anni di “servizio”.

Nella stagione estiva, lo stato del manto erboso non era come nel wallpaper perché provato dal sole e dalla mancanza di acqua ma la forma delle iconiche colline era lì, quasi a rappresentare una estensione di quegli schermi che per anni le hanno ospitate e dove io le avevo viste e conosciute.

Di rientro mi sono catapultato a San Josè in Silicon Valley, dove sono stato per alcune ore, transitando all’esterno delle sedi di colossi di business informatico come Netflix, Ebay, Meta e Google: essendo il giorno del Labour Day, la festa del lavoro, che in USA cade il 7 Settembre, era tutto terribilmente vuoto ed il traffico molto scorrevole, così come gli immensi parcheggi di Meta che ho potuto girare in macchina in totale assenza di veicoli. E’ stato interessante vedere come interi quartieri sono riservati ad ogni azienda nelle loro disposizioni lineari, puliti ed ordinati e passeggiando si vedono cartelli di nuove startup non ancora note come le altre blasonate, che magari tra qualche tempo troveremo alla ribalta globale.

Alla fine di questo interessante itinerario, l’obiettivo successivo da visitare era “Steve Jobs Garage” così sono andato al 2066 Crist Drive a Los Altos , dove si narra che Steve Jobs insieme a Steve Wozniak assemblarono il primo Apple; in questa casa Steve Jobs si trasferì con i genitori adottivi nel 1968 e frequentò le scuole. E’ stato affascinante provare ad immaginare per un attimo il viavai che poteva esserci fuori da quella casa ed in quel garage…ben 50 anni fa!

Dopo questa visita mi sono diretto ad HP Garage al 367 di Addison Avenue a Palo Alto, un museo privato che non è visitabile dentro ma solo visibile dall’esterno.
Il garage è monumento storico della California ed è iscritto nel Registro nazionale dei luoghi storici ed una targa esterna ne illustra l’identità come luogo di nascita della Silicon Valley.


Terminata questa visita, sono partito per il giro dei parchi ripromettendomi di ripassare in Silicon Valley al mio ritorno per un ultimo giro esplorativo. Ed infatti l’ultima notte l’ho trascorsa proprio lì, al Best Western Hotel con la previsione di un giro al Computer History Museum di Mountain View che si è rivelato davvero molto interessante.

Per chi ama la tecnologia, il Computer History Museum è una tappa obbligata: ci sono 19 gallerie e oltre 1.100 reperti storici che raccontano l’evoluzione dell’informatica, dai pionieri del calcolo fino all’intelligenza artificiale,in un percorso che ripercorre un viaggio affascinante nelle radici del nostro presente digitale (dai mainframe d’epoca ai primi PC). Sono presenti inoltre sezioni dedicate alle applicazioni che hanno cambiato il mondo, ai primi chatbot e all’evoluzione dell’intelligenza artificiale e le storie dei creatori e i codici sorgente che hanno gettato le basi del web e dell’informatica moderna.


Alla fine della visita a CHM ho fatto una veloce “capatina” al Google Store di Mountain View dove, oltre ad una visita allo store, sempre interessante nelle forme e nei contenuti, ho potuto mettere le mani e “smanettare” un po’ sul Google Pixel 11 Pro Fold, non ancora distribuito in Italia che si è dimostrato interessante e performante in un primo test di apertura e gestione applicazioni, anche con il dispositivo aperto.


Questa immersione nei luoghi simbolo della Silicon Valley è stata davvero interessante e sicuramente da ricordare , perché seppur in una toccata e fuga e senza riuscire ad entrare a fare visite specifiche nelle aziende, mi ha permesso di vivere alcune ore in un’atmosfera tech e realizzare una visita che desideravo da tempo.
La Silicon Valley non era fatta soltanto di campus giganteschi, vetro, parcheggi immensi e loghi famosi ma ci si rende conto che era fatta soprattutto di garage: spazi piccoli, quasi anonimi, dove qualcuno ha avuto il coraggio di credere che un’idea potesse cambiare il mondo. Passando davanti a quello di Jobs, a quella di HP o tra le sale del Computer History Museum, ho capito che la tecnologia non è nata nei palazzi, ma nella curiosità di chi ha provato, ha sbagliato, ha costruito e non si è arreso.
E forse è proprio questo il vero messaggio di quel viaggio: non cercare il posto perfetto dove iniziare, ma trovare il proprio garage.

I luoghi imperdibili della Silicon Valley per un appassionato tech:
La collina di Windows XP (“Bliss”): Situata nella contea di Sonoma(California), il celebre sfondo del desktop.
Il Garage di Steve Jobs: Al 2066 Crist Drive, Los Altos, dove nacque Apple.
L’HP Garage: Al 367 Addison Avenue, Palo Alto, riconosciuto come il luogo di nascita ufficiale della Silicon Valley.
Computer History Museum: A Mountain View, con oltre 1.100 reperti storici e l’evoluzione dell’informatica.
Google Store: A Mountain View, per scoprire le ultime novità hardware dell’ecosistema Google.




