La macchina del tempo era in soffitta: montava un Pentium II 300Mhz!

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In questo recente ferragosto ero a casa e durante le ferie mentre sistemavo alcune cose in soffitta ho ritrovato delle riviste di computer del 1997 e del 1998.
Solo alcune che si sono salvate dalle tante che negli anni passati ho buttato per ragioni di spazio e di inutilizzo e così ho cominciato a sfogliarle e, quasi come nel film tratto dal libro di Michael Ende “La storia infinita”, mi sono ritrovato a ripercorrere dinamiche e ricordi ormai di 30 anni fa.

A quel tempo, come già accennai nell’articolo di Luglio dello scorso anno, avevo un PC che mi ero assemblato autonomamente, e di cui ora, in una sorta di “feticismo nostalgico”, voglio entrare nel dettaglio:

Una CPU Intel Pentium II 300 Mhz, montata su una Scheda madre ASUS P2 L 97, con 64 Mb di Ram e 6,4 Gb di Hard Disk, un Quantum Fireball, una scheda audio Creative Sound Blaster AWE64 PCI ed inizialmente con una Scheda Video S3Virge con 4 MB e l’anno successivo con una 3dfx Voodoo Banshee da 16MB, con un lettore CD 24x (e dal 1998 un masterizzatore YAMAHA 6X4X2X); il tutto in un case BIG TOWER e con un sistema di 5 casse Creative Inspire 5.1 con Subwoofer per quanto riguarda l’audio

Rileggere questi requisiti ,cha ai tempi rappresentavano una fascia media di mercato, ora fa sorridere anche perché sembrava (e forse lo era) tutto così veloce ed in costante evoluzione e nel 1997 su questo PC cominciai con le prime navigazioni a 56K, dove era tutto molto lento e molto instabile rispetto ad ora.

Non c’erano i tutorial su Youtube (arrivato solo nel 2005), le esperienze si facevano sul campo la sera dopo cena; i driver li dovevi installare dai file *.inf dei floppy e sperare di non dover aver bisogno di quello aggiornato perché poteva essere un problema reperirlo.
Nella gestione dei giochi (utilizzo in realtà maggiore del PC a quel tempo)poi c’era il problema di avere le librerie “direct X” aggiornate, e solitamente le trovavi nei cd allegati alle riviste insieme ai giochi demo ed anche questi ti aiutavano nell’ impresa di fare funzionare il tutto.

Fonte: Internet Archive

In questo CD (che è possibile scaricare a questo link) ho ritrovato nei GIOCHI le cartelle DOS e WIN95, perché per un periodo transitorio dovevi scegliere se farlo partire da DOS o da Windows.

E poi gli UPGRADE hardware si facevano leggendo le pagine della pubblicità sulle riviste, ti rendevi conto dei prezzi di mercato e se particolarmente vantaggiosi ti organizzavi ad ordinare un componente per posta, alternativamente lo cercavi in centri grossi(nel mio caso Brescia o Trento) o da qualche piccolo venditore locale che te lo poteva procurare a qualche migliaio di lire in più.

Le riviste servivano anche per vedere le comparative dei vari sistemi(quello che ora fanno sostanzialmente i blogger) ed ipotizzare se poteva valere la pena investire del denaro per migliorare le performance in ambito videoludico, quindi fare le classiche considerazioni costo-miglioramento di prestazioni.

Leggevo con frequenza riviste quali The Games Machine e CVG-Computer e Videogiochi che erano il riferimento per capire su quale gioco potesse valere la pena orientarsi in termini di evoluzione grafica o di longevità di utilizzo per le dinamiche di programmazione o della storia stessa; anche esse infarcite di pubblicità di aziende che vendevano PC o componenti sfusi. Questi solitamente ti annunciavano anche le conversioni dei giochi da BAR(i Coin-op) e l’attesa era sempre tanta per poter giocare sulla piattaforma di casa senza svenarsi di monetine.

In un recente passato ho anche trovato un fantastico sito che raggruppa l’edizione digitale di diverse riviste dell’epoca che lascio qua di seguito, qualora voleste approfondire la lettura o solo immergervi nell’atmosfera del tempo vi lascio i link qua sotto,  a cui attingo nei momenti di nostalgia acuta: basta cliccare sulle relative immagini per acceder all’elenco delle pubblicazioni ed iniziare a “sfogliarle” in formato elettronico.

          

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